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LA CITTA' VECCHIA - CRESCERE NEI CARUGGI
Il Labirinto
Il centro storico di Genova è il più grande d'Europa (alcuni dicono che è
Venezia) e si caratterizza per la fitta rete di vicoli (caruggi) che si sviluppa intorno
al porto antico.
Un lungo serpente di strade costituisce il percorso per lo shopping caratterizzato da una
continua serie di negozi che lo illumina e popola; tutto intorno, come una fitta
ragnatela, si sviluppano e si incrociano centinaia di stretti passaggi; lo scenario cambia
completamente: il degrado è diffuso ed evidente e qui si svolge la vita degli abitanti,
qui batte un cuore suscettibile a mille emozioni, qui si intrecciano storie di vita, si
instaurano complicità tra i diversi valori, si custodiscono i segreti delle famiglie e
quelli della comunità. Nel labirinto la luce gioca a rimpiattino con le ombre, scivolando
sugli intonaci gonfi o spaccati od affrescati, tra i colori del marmo, dell'ardesia e
delle pietre della pavimentazione. Le suggestioni si alternano imprevedibilmente in un gioco di
effetti ottici di ombre, di buio, di lampi di sole che, affilati come spade, colpiscono gli occhi provenienti
dall'angolo.
Le Case
I portoni ed i palazzi, vecchi di secoli, si alternano tra quelli importanti e decorati e
quelli piccoli ed anonimi. Stessa cosa degli atri, e delle scale, a volte spaziose in
marmo, altre strette e ripide in ardesia molto spesso consumata.
Gli appartamenti dello stesso palazzo difficilmente sono simili,ed anche qui
variano le caratteristiche e le altezze. Non è difficile trovare soffitti a volta
affrescati o decorati. Anticamente i piani alti, dai soffitti più bassi, erano adibiti ad
alloggio della servitù, ora i piani alti sono quelli più costosi e molti palazzi
assecondano, nella diverse tipologie di persone che lo abitano, la scala sociale.
I tetti a spiovente sono grigi, in ardesia, e cambiano tonalità con le diverse luci del
giorno. Sono interrotti da terrazzi piccoli e grandi, ricavati chissà come, e non è
possibile trovarne uno con le stesse geometrie. Comignoli, recipienti per l'acqua, antenne e diverse strutture, li rendono
ancora più imprevedibili. Sono molti i terrazzi fioriti che richiamano un verde che, come la luce, è sempre
più introvabile man mano che si scende in strada.
La Gente
Nei caruggi si intravedono solo fessure di cielo ed ogni vicolo ha i suoi bivi, i suoi
incroci, da cui si possono scegliere diverse direzioni; ognuna porta ad altri incroci ad
altre occasioni o ad altri ricatti.
Si respira aria antica, come se, nonostante i cambiamenti, si mantenesse quel filo
invisibile che congiunge a quelli che nei secoli precedenti hanno abitato queste stesse
case.
Il tipo di popolazione è estremamente variegato nelle razze, nelle professioni, nel
livello economico e negli stili di vita: alla più alta concentrazione in città di
analfabetismo e dispersione scolastica corrisponde il più alto numero di laureati.
Regole, valori, linguaggi, culture diverse convivono a pochi metri di distanza ed, in
parte, si fondono.
Una fitta rete di relazioni tra soggetti e culture differenti costituisce la mediazione e
l'equilibrio della convivenza e si sviluppa in ogni momento del quotidiano attraverso
dinamiche veloci, costanti, imprevedibili.
In tutti i gruppi ci sono elementi di contatto con tutti gli altri ed in mezzo alla strada
a pochi centimetri di distanza si intrecciano i percorsi dei bambini, delle mamme, degli
anziani, dei tossicodipendenti, dei giovani, delle prostitute dalle diverse pelli e
provenienze.
Esiste un tipo di socialità particolare, favorito anche dagli spazi stretti, che crea
senso della comunità ed instaura quella solidarietà sommersa fatta di gesti quotidiani.
Esistono regole da sempre, altre che cambiano rapidamente, ed i linguaggi, come gli odori,
si mischiano, si dividono, si mischiano nuovamente.
Il senso di appartenenza al territorio rimane sempre forte, sempre lo stesso ed è sentito profondamente
anche dagli stranieri che vivono in questa zona da più anni.
Molti che abitano questi quartieri non se ne andrebbero mai nonostante i dati li
confermino al primo posto per quanto riguarda criminalità, degrado, devianza, disagio (spesso adolescenziale)
perché la dimensione uomo è elemento fortemente caratterizzante.
Spaccio, prostituzione, criminalità organizzata e microcriminalità sono realtà diffuse
storicamente in tutti i caruggi. La prostituzione è prevalentemente sudamericana,
nigeriana ed albanese e da alcuni anni anche araba, mentre resistono nel proseguire il mestiere anziane
signore italiane.
Il Territorio
Dai primi anni novanta il territorio è soggetto a massiccia immigrazione da una parte ed
a ristrutturazione e speculazione dall'altra, fenomeni che hanno contribuito allo
smarrimento dell'identità collettiva della comunità.
Purtroppo la città si è fatta bella (in ciò che appare) grazie alle Colombiane (inizio
di un genocidio) e poi il G8 (sagra della libertà negata).
Ci sono zone, prevalenti, di forte degrado urbano e sociale ed altre ristrutturate e
"ricche". L'Area del Porto Antico è diventata un riferimento per alcuni
abitanti che la sfruttano per le passeggiate, come luogo di incontro, popolandola
soprattutto nelle serate estive, nonostante gli innumerevoli divieti e le diverse
attività commerciali ben poco popolari. Sembra quasi un'altra città.
Non esistono aree verdi ed impianti sportivi. Il territorio è estremamente militarizzato.
Gli alloggi liberi sono circa 10000 e il costo sia di acquisto che di affitto delle case è
il più alto di tutti i quartieri popolari di Genova. Gli sfratti sono una costante
drammatica che sottolinea l'inesorabile tendenza alla sostituzione di comunità. La
diminuzione di popolazione residente ed in particolare delle famiglie operaie,
l'avvento dei supermercati e le attività legate allo spaccio hanno determinato la
chiusura di moltissimi negozi di alimentari sentenziando la "morte" di alcuni
vicoli. Le vecchie osterie rimaste si contano sulle dita di una mano ed anche le cucine
casalinghe vanno man mano scomparendo. Diverse ed in crescita le trattorie ed i ristoranti
etnici (cinesi, arabi) ma anche italiani. Sono andate perse le trattorie dove si mangiava bene e si spendeva il giusto.
La Sera
Dalle otto della sera in poi, sulla maggior parte del territorio sembra che vi sia il
coprifuoco: proseguono alla grande i mercati della droga e della prostituzione.
Folti gruppi di tossicodipendenti si spostano secondo i percorsi imposti dagli
spacciatori, circondati dai pattuglioni delle varie forze dell'ordine.
Intorno alle loro attività pochissimi locali e pochissimi passanti.
Nella zona ristrutturata, dove è sorta l'Università di Architettura, si affollano
invece i giovani, in prevalenza studenti, provenienti da altri quartieri o città.
Qui si sono sviluppate, negli ultimi anni, le attività teatrali e commerciali e sono
sorti caffè, birrerie, pizzerie e ristoranti.
Spesso avvengono conflitti tra i frequentatori dei locali e gli abitanti che rifiutano il
rumore; nei caruggi si amplifica tutto: anche ai piani alti si odono sia le conversazioni
di chi è in strada che il tubare dei piccioni, così come si sentono gli odori del
caruggio e di altre cucine.
La Domenica
La domenica, con la chiusura dei negozi, la maggior parte di strade sono frequentate dai
tossicodipendenti, dagli spacciatori, dalle prostitute e dai loro clienti e da qualche
straniero che porta con sé il senso della discesa (socializzante) in strada anche se
ultimamente si registra una certa inversione di tendenza visto l'aumento di diverse
zone da passeggiare.
I ragazzi più grandi si organizzano negli spostamenti, vanno allo stadio od in discoteca,
i più piccoli girano a cercarsi, perché, per varie cause, per la domenica non ci si da
mai appuntamento ed i centri sono tutti chiusi. Spesso rimangono soli.
Alcuni gruppi di turisti in visita all'acquario si avventurano nei primi vicoli
prospicienti il porto antico; dalla popolazione sono talvolta visti con intolleranza
perché, benché la si voglia imporre, Genova non ha ancora cultura e mentalità turistiche e
tanto meno il suo centro storico che è stato per decenni quartiere a degrado
residenziale. Del resto in tutta questa apertura turistica gli abitanti dei ceti
medio-bassi stanno subendo solo le conseguenze.
La Fauna
La fauna è principalmente costruita da piccioni e topi, i gatti sono rarissimi da qualche
anno(?). Su alcuni tetti, poche rondini, quand'è stagione, qualche cornacchia e vi
dimorano diversi gabbiani. Non sono rari gli inseguimenti e le uccisioni da parte di
questi ultimi di altri volatili. I cani sono diversi, prevalentemente "bastardi" e
negli ultimi anni è cresciuto il numero dei Pitbull.
Il concentrato
Se quando si parla di strada si parla di imprevisti, di scenari differenti, possiamo dire
che qui è il concentrato di tutto questo, o meglio tutto questo è concentrato qui.
In questa piccola parte di mondo, così piena di vita e di morte, di allegra socialità e
di malinconia, di drammi e di speranze, di spazi stretti e di potenzialità inespresse,
tra cantieri e fallimenti, tra contraddizioni, valori, certezze e razze sta tutto il bene,
sta tutto il male. Per i caruggi passano l'antico, il vecchio, il nuovo e suscitano
emozioni apparentemente contrastanti: amore, paura, gioia, rabbia.
Un piccolo mondo in miniatura, stretto, pieno di segreti come quelli del mare che lo fronteggia.

CRESCERE NEI CARUGGI 1999
Gli adolescenti e bambini del centro storico di Genova vivono in un ambiente che facilita
le relazioni, suscita senso di appartenenza comunitaria, stimola solidarietà e rispetto
reciproco, unisce la tradizione alle nuove differenze e culture.
I bambini crescono insieme ai loro coetanei di diverse nazionalità: la multi - etnicità
è realtà quotidiana.
Osservano, criticano, trasformano se stessi nella mediazione con i differenti valori.
Questa quantità di stimoli viene demolita da un ambiente che nega a loro i più
elementari diritti al gioco ed allo sport, essendo il quartiere sprovvisto di aree
preposte.
I tipi e la qualità delle relazioni con il mondo adulto assecondano la grande varietà
dei gruppi sociali.
Il lunghissimo orario scolastico ed i diversi impegni nel tempo libero
rendono moltissimi bambini ed adolescenti invisibili alla comunità favorendo
l'assenza di dialogo tra generazioni. E' una sorte di clandestinità anche
questa.
In Strada
I bambini/e ed i ragazzi/e che frequentano la strada, usufruiscono di un ampia gamma di
possibilità relazionali ma si scontrano spesso nell'intolleranza adulta rimanendo
invischiati nelle regole della stigmatizzazione e del non ascolto, che poi sono la stessa
cosa.
Giocano dove si spaccia, dove ci si buca, tra polizia, prostitute, architetti ed
agenti immobiliari o vanno alla ricerca di spazi liberati dalla presenza invadente od intollerante
degli adulti. Il problema principale dopo quelli di famiglia, scuola, assistenti sociali, soldi, salute è la
noia.
Il motivo delle aggregazioni si basa sulle affinità personali e l'amicizia.
Il Look, lo Slang, i Colori
Il look è quello internazionalizzato delle periferie urbane: felpe, jeans,
berretti da baseball, camicie, tute, maglie sportive e scarpe, il tutto alla moda e assolutamente griffato o "tarocche",
Il taglio dei capelli è tattico, il gel abbonda. Gli stili variano a seconda dell'etnie e del ruolo
che si ha.
I gruppi costituiti dai più giovani sono estremamente variopinti: europei, africani, sudamericani,
asiatici si fondono in gruppi multicolor ed anche il gergo naturalmente si caratterizza
per essere un misto di parole genovesi, napoletane, calabresi, siciliane, arabe, spagnole, cinesi, africane.
Spesso passano il tempo a scambiarsi i vocaboli.
Presso la fascia di età dai 20 anni in giù il campanilismo tra le diverse zone è dimunuito rispetto a chi li ha preceduti:fondamentali sono stati nuovi spazi ed iniziative comuni.
Man mano che si sale con l'età i gruppi sono prevalentemente monoetnici, tendenza assecondata da chi
ha creduto di rendere servizio, organizzando iniziative mono-etniche. Per gli adolescenti ci sono poche offerte,
nessuna per la fascia di età tra i 20 ed i 30 anni.
Pendolarità
Alcuni tra i ragazzi, alla cui famiglia è stata assegnata la casa popolare nelle
periferie, affrontano ore di treno o di autobus al giorno per raggiungere gli amici
rimasti; per alcuni di questi pendolari, italiani e stranieri, lo sradicamento dal territorio è
stato causa di traumi a diversi livelli e di emarginazione o marginalità e devianza.
Nel caso particolare dei non italiani che erano riusciti (o stavano riuscendo) ad integrarsi nella comunità lo spostamento ed il conseguente
rimettersi in gioco in un nuovo ambiente, con altre persone, non sempre è stato un percorso dal lieto fine.
Da un luogo all'altro
I punti di incontro, perlopiù visibili, sono nelle piazzette, nei bar, nelle scalette,
nei crocicchi e radunano il numero di persone più alto alla sera, con il finire degli
orari di scuola o di lavoro.
I luoghi frequentati e le attività estemporanee sono scelti secondo criteri del momento:
si va in parrocchia come al centro sociale occupato, al centro diurno, ed in discoteca. La
scelta spesso non è ideologica ma umorale. Secondo l'attività scelta variano i componenti
del gruppo. Alcuni gruppetti invece non si separano mai.
Gli spostamenti avvengono a piedi, qualche volta in bicicletta, e dopo i 15 anni con i
pochi motorini a disposizione.
I gruppi di 13enni e quelli dei 16- 20enni sono spesso a contatto e trovano dei momenti in
comune; i più piccoli a volte subiscono le prepotenze dei più grandi con gli stessi
meccanismi e principi del "nonnismo" delle caserme. Altre volte invece vengono
sostenuti e protetti.
I giovani adulti negli stessi luoghi di aggregazione sono i trasmettitori di regole, valori, comportamenti e, quando non fan danni,
svolgono una funzione protettiva verso i più giovani.
Sballi, Scuole, Percorsi
L'uso di droghe leggere e di alcolici è diffuso a partire dai 15-17 anni, mentre
quello delle pastiglie e della cocaina è frequente e crescente, specialmente tra i più grandi, e si
verifica un ritorno all'eroina di cui il consumo sembrava diminuisse.
Il numero dei ragazzi con procedimenti penali a carico è il più alto di Genova.
Non sono rare le situazioni di dispersione scolastica, alimentate da comportamenti eccessivamente
repressivi, dalla assenza della famiglia, dalla mancanza di riferimenti adulti che sappiano suscitare
fiducia ed affettività.
Dopo le medie la scelta della scuola privilegia il tipo professionale ed il lavoro, quasi
sempre nero, è quello in attività collegate all'edilizia. Frequente la disoccupazione.
Il percorso scolastico secondario non sempre è portato a termine.
Le Adolescenti
Le adolescenti, che negli ultimi anni sono sempre più protagoniste tra i gruppi informali
internazionali, qui vivono ancora una situazione di secondarietà rispetto ai maschi: sono
infatti questi ultimi a prendere le decisioni per il gruppo.La cultura dominante è improntata sul
machismo e le ragazze sono nel gruppo grazie al ruolo di "fidanzate".
Sono meno visibili dei propri coetanei maschi e subiscono maggiormente noia, cultura e mancanza di alternative.
Sud Americani
I ragazzi del Sud America sono senz'altro più integrati dei loro coetanei appartenenti ad altre etnie, facilitati dalla lingua e dalla religione cattolica e quindi anche più sostenuti nelle parrocchie.
Sono presenti in gruppi misti. Tra le comunità ecuadoriana e cilena non corre buon sangue.
quelli del Marocco
Sono aumentati i bambini marocchini che vanno a scuola, ma spesso vivono vendendo fiori o
sigarette ed hanno come riferimento un solo adulto che non è necessariamente il genitore.
Il loro rapporto con i coetanei delle altre nazionalità è generale e sporadico. Una scuola media
è stata rifiutata dalla maggior parte delle famiglie italiane ed è diventata, per tanti motivi, quasi
esclusivamente per stranieri.
Nel tempo libero la percentuale più alta passa il tempo con i propri connazionali anche se la presenza in
gruppi misti è in crescita.
Chi invece è qui con la famiglia va a scuola, spesso la domenica mattina in moschea, e vive maggiormente
lo scambio con i coetanei italiani e di altre etnie confrontandosi o scontrandosi, con il crescere dell'età,
con le differenze tra la cultura vissuta e quella di origine.
Le bambine e le adolescenti marocchine sono poco visibili.
Albanesi
I ragazzi albanesi, che sono quelli che all'inizio si rivolgevano maggiormente ai servizi, sono ospiti presso le poche comunità-alloggio, in alberghi e per lunghi periodi
lo sono stati anche presso il Massoero (l'albergo dei poveri) luogo tutt'altro
che congeniale ad un ragazzo. Sembra che questo tipo di immigrazione riguardi attualmente i ceti non bassi.
Gli albanesi si "mischiano" praticamente mai con gli altri gruppi con i quali si è generata più di una tensione.
La Salute
Moltissimi ragazzi stranieri, ma anche italiani, non
dispongono di assistenza medica preventiva e vivono nell'ignoranza sanitaria più
profonda e con poche norme igieniche. Iniziative come il Laboratorio "Città Aperta" hanno per questo costituito una fondamentale risorsa,
utilizzata per moltissimi casi anche dalla nostra Associazione.
Tra i ragazzi e le ragazze del territorio il sesso è vissuto spesso in maniera poco serena,
egoistica ed intesa come superamento di una prova. I rapporti sessuali sono
prevalentemente mal protetti, numerevoli le maternità di giovanissime.Non mancano le possibilità di frequentare prostitute.
La percezione dell'A.I.D.S. asseconda i pregiudizi e le inesattezze del distorto senso comune e vanifica
l'insufficiente lavoro di informazione preventiva svolto in ambiti scolastici.
Domande ed Insegnamenti
Da tutti questi ragazzi arrivano, gridate forti, domande di nuova giustizia sociale, di un mondo
che sappia vedere al di la del profitto e delle differenze, di adulti che ascoltino,di possibilità di contare.
Questi giovanissimi, nonostante paghino le grandi contraddizioni degli adulti, sono i pionieri della multi etnicità reale.
ci dimostrano tante volte che nella diversità si può vivere, crescere, imparare, giocare e divertirsi dandoci lezioni sul mondo che sarà.

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