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IL LAVORO DI STRADA
Lavoro di Strada
Tutte le esperienze di Lavoro di Strada sono diverse in relazione alle peculiarità delle organizzazioni,
al target a cui principalmente si riferiscono, al contesto dell'intervento, alle caratteristiche degli operatori coinvolti.
La definizione di Lavoro di Strada comprende quindi, nelle diverse esperienze, una vasta
gamma di contenuti e di azioni spesso non riconducibili ad una sola concezione.
La maggior parte di realtà che svolgono questo tipo di iniziativa sono comunque concordi
a sostenere che uno degli obiettivi consiste nel provocare cambiamenti significativi nel
contesto culturale della comunità, tali da attivare potenzialità e risorse proprie del
territorio.
Il Lavoro di Strada dovrebbe essere concepito come un percorso e non come intervento
sporadico, il traguardo ideale è quello dell'estinzione dell'intervento stesso sostituito dalla
partecipazione attiva degli individui che formano la comunità.
L'Esperienza dei Caruggi
Nella esperienza del Circolo I Caruggi il Lavoro di Strada è nato a seguito dei comportamenti e delle
dinamiche spontanee e naturali di una parte di giovani appartenenti al territorio, come risposta alle
domande e potenzialità inespresse, comuni e/o individuali,significando la presa di coscienza dell'importanza delle proprie azioni
canalizzate in prospettiva all'organizzazione ed allo sviluppo della comunità.
Il radicamento, la conoscenza dei linguaggi, delle culture, dei luoghi, delle persone e delle loro storie
di vita, delle risorse, dei bisogni e dei disagi, rappresentano, insieme al senso di appartenenza
al territorio, il patrimonio con cui è iniziata questa avventura.
Il Lavoro di Strada è nato come un rap, sulla strada, espressione diretta della volontà,dei bisogni,
della creatività di una parte di giovani della circoscrizione ed immediatamente sostenuto da una
parte degli adulti. Un cammino inverso da altre esperienze: la committenza è la stessa utenza, il motivo è il quotidiano vissuto.
L'intervento di questi 14 anni ha provocato piccoli ma significativi cambiamenti in seno al tessuto
comunitario, ha suscitato l'attivazione ed il coinvolgimento reciproco di risorse individuali e collettive,
ha trasmesso consapevolezza dei bisogni, delle potenzialità e delle capacità di trasformazione della realtà
L'accorgersi dei propri limiti ha poi provocato l'indispensabile esigenza di formazione, sviluppo di competenze ed organizzazione.
Il lavoro di strada è inteso come "essere e fare strada" ( il che comporta una seria e prolungata
riflessione sugli operatori) e si propone l'attivazione di tutte quelle risorse che con la loro espressione possano diventare determinanti nella creazione
dell'ambiente in quartiere inteso come luogo di aggregazione, socializzazione e comunicazione.
Obiettivi Generali
Gli obiettivi generali che l'intervento pone sono:
- il miglioramento della qualità di vita generale
- provocare radicali e radicati cambiamenti nel contesto culturale del territorio tesi al senso di comunità partecipata e solidale
- ricercare, insieme ai soggetti interessati i bisogni le problematiche e le domande, individuando ed attivando, tramite il coinvolgimento partecipato e reciproco,
le risorse presenti al fine delle possibili risoluzioni
- sostenere i percorsi evolutivi di bambini/e ed adolescenti, di gruppo e individuali, favorendone il protagonismo e rivendicandone i diritti

Destinatari
Sebbene il progetto sia rivolto alla globalità comunitaria (nel lavoro di strada non può essere altrimenti),
il target privilegiato è quello dei bambini ed adolescenti, maschi e femmine, italiani e non.
Cambiare
I percorsi disegnati dal disagio si sovrappongono o si incrociano a quelli delle
risoluzioni: si tratta di acquisire la capacità di individuazione dei canali di risposta
o, meglio, la conoscenza e la coscienza delle risorse espresse o potenziali.
E' necessario quindi attivare, facilitare e canalizzare, il coinvolgimento delle energie
individuali o collettive presenti nel territorio e concorrenti allo sviluppo qualitativo
della comunità, sempre, ovviamente, nel rispetto delle diverse culture.
Idee, potenzialità inespresse, solidarietà sommersa e risorse dall'ambiente costituiscono
il sistema delle correnti e dei venti favorevoli al navigare del Lavoro di Strada.
Provocare cambiamenti non deve essere inteso come un fenomeno effimero, legato solo alle
azioni ed ai risultati dell'intervento, ma un radicale mutamento nel contesto culturale
"assorbito" dalla comunità. Perché questo si avveri si rende necessario
lavorare per l'ereditarietà di azioni e contenuti da una generazione all'altra e quindi
innanzitutto ricercare un identità collettiva.
Non si può immaginare lo sviluppo di tale fenomeno se non in relazione ad un
lavoro di strada empatico ed in grado di penetrare dialetticamente e rispettosamente nelle
storie di vita e nelle dinamiche comunitarie in maniera che le persone possano
riconoscersi e coinvolgersi in tale modalità di azione. L'operatore deve saper comunicare
i contenuti della formazione ricevuta, tradotta nella terminologia, al fine di renderla
accessibile ai diversi linguaggi e contesti culturali di media o bassa soglia. Significa
attivare meccanismi di informazione e formazione militante.
L'informazione come attacco ai luoghi comuni, all'ignoranza ed alla perdita di coscienza
sociale trova nell'Operatore di Strada il Mercurio ideale, che con diverse modalità
di parola e di azione penetra negli intrecci del tessuto sociale e come il vento reca a
tutti lo stesso messaggio; egli è stimolatore di apprendimento e di coscienza.
Il compiersi di cambiamenti, talvolta invisibili, produce radicamento delle proposte e
delle azioni portate dagli operatori.
L'azione è caratterizzata da un procedere metodico e capillare adattabile alle diverse
situazioni incontrate.
Nei vari momenti le attività di animazione dell'operatore possono essere di tipo
informativo, formativo, educativo, creativo, ludico, esplorativo.
Regole e valori
Nella strada incontriamo diversi tipi di regole di valori con cui si entra in mediazione o
conflitto e modificarle nel senso del miglioramento delle condizioni di vita significa
sconvolgere un certo modo di essere in collettività. Una realtà che non possiamo
determinare ma dove possiamo incidere con azioni e cambiamenti. Le proposte sono ora
conflittuali, ora provocatorie o veri e propri interventi di tipo diplomatico; a volte
occorre per sgarbugliare situazioni di gruppo od individuali agire in diverse direzioni,
con diverse persone, i cui piccoli contributi concorrono alla risoluzione del problema.
Creare i presupposti all'azione nel particolare come nel generale, generando le condizioni
di risoluzione ideali intorno al problema.
Minoranza Attiva
L'Unità di Strada è minoranza attiva che lavora, in prospettiva dialettica, cercando di
attivare la globalità delle altre minoranze presenti.
Sul piano delle forze la si può immaginare come una forza applicata ai diversi sistemi al
fine di determinare un cambiamento nei versi e nelle direzioni delle risultanti specifiche
e generali. Non serve per altro agire simultaneamente su tutte le forze agenti (non se ne
avrebbero nemmeno le possibilità) ma influire sul verso e l'entità di alcune nella contingenza determinanti.
Il Tempo è Strumento
Nel lavoro con la comunità i risultati sono espressi nel tempo che è inteso, in questa
prospettiva, necessariamente come strumento: ogni relazione interpersonale, sia nella
direzione individuale che collettiva, non deve essere forzata ma assecondata nei termini
di una propria naturale evoluzione che si sviluppa dialetticamente all'interno delle
specificità culturali, ambientali e comportamentali. Solo attraverso questa coscienza del tempo si
possono ottenere dei cambiamenti sentiti e partecipi nel quotidiano della comunità stessa.
Consapevolezza Strategica
E' evidente come in questo genere di progetto siano fondamentali la continuità e la
coerenza. E per questo è importante non perdere mai di vista le finalità dell'intervento.
Ogni giorno è limitatamente programmabile in quanto il suo svolgimento dipende dalle
situazioni incontrate, dalle dinamiche esclusive dell'individuo o del gruppo,
dall'atmosfera che regna in quartiere, dallo stato d'animo dell'operatore: duttilità,
elasticità, creatività e pazienza sono doti necessarie all'intervento.
Bisogna sviluppare abilità tattica in consapevolezza strategica.
C'è da lavorare ovunque e comunque in strada ed i sentieri che si aprono sono infiniti e
costantemente secanti. Si viaggia trasportati dalle relazioni e dalle dinamiche che ne
derivano, ci si addentra in storie di vita diventandone spesso parte integrante. Tutte le
relazioni che sappiamo instaurare sono di pari importanza e forniscono l'occasione per
avviarne delle altre. E' come un grandissimo puzzle e perciò si devono individuare ed
assemblare le cornici, dividere i colori, trovare i punti di fusione tra una situazione e
l'altra, facendo attenzione a non perdere i pezzi e procedendo con grande tranquillità.
Nessun pezzo si può muovere in strada senza che ne siano mossi degli altri.
gli Operatori
Alcuni operatori sono gli stessi da 14 anni. La lunga militanza ha significato una scelta di vita e spesso di povertà.
Il Lavoro di Strada è vissuto con amore, come militanza, come un'arte da coltivare e far crescere,
come un processo di crescita e di liberazione individuale, collettiva, reciproca.
L'operatore porta con se lo spirito ideale che muove la scelta di campo dell'intervento:convinzione e gioia sono abbinate alla tecnica.
L'operatore di strada del Circolo i Caruggi non solo lavora nella comunità ma ne fa parte.
La sua storia di vita si intreccia con le altre e crea nodi importanti, contribuendo a costruire
o ricostruire nuova cultura comunitaria, ma anche nuove relazioni, affetti, condivisioni che incidono
od incideranno nella propria e nelle altrui storie di vita.
L'operatore di strada è minoranza attiva ed agisce nella costante sconfitta, in conflitto e mediazione
con regole e valori e linguaggi che spesso non gli appartengono, assalito da sensi di abbandono,
frustrazione, impotenza e rabbia; vive contemporaneamente le due dimensioni lontanissime della strada
e dei Servizi Pubblici e talvolta anche Privati: passa dalla pragmaticità, informalità e semplicità od
essenzialità dei linguaggi alle lente attese, le formalità procedurali, al lacerante burocratese e si scontra
con le regole mercantili che hanno contaminato il mondo dell'Intervento Sociale e solidaristico.
Le occasioni di stress e di burnout sono frequenti e quindi va svolta costantemente una verifica delle
proprie motivazioni ed una comparazione tra le esigenze del Progetto e quelle dell'operatore.
Fin dall'inizio di questo percorso la battaglia culturale sostenuta in strada, è combattuta soprattutto
verso noi stessi: oltre che acquisire saperi e tecniche, si è lavorato moltissimo sulle motivazioni e le
convinzioni individuali e di gruppo rispetto al progetto, alla concezione della Vita, di se e dsegli altri, interpretando
l'esperienza come un processo di crescita, e di auto liberazione.
Il protagonismo degli operatori è sempre stato posto come elemento essenziale al fine
di ricercare un costante stato di coerenza tra l'individualità degli operatori, le finalità e filosofia
dell'intervento ed i bisogni del territorio su cui agisce.
Formazione
La metodologia del progetto è stata definita sulla base delle
esperienze vissute, verificata nei risultati e nelle sconfitte ottenuti.
Si è dedicata particolare attenzione alla qualificazione delle risorse
umane incontrate e gli operatori sono stati e sono attualmente persone appartenenti alla
comunità del territorio. Tra gli altri criteri di scelta si è badato alla conoscenza dei
luoghi, delle storie di vita e dei linguaggi, nonché ad una forte motivazione. Educatori
e volontari sono fondamentalmente o i fondatori o i ragazzi cresciuti insieme al progetto.
I momenti formativi sono stati diversi: si è organizzato un corso per Operatori di Strada
di 700 ore in collaborazione con un Ente di formazione e finanziato dal Ministero del
Lavoro e dal Fondo Sociale Europeo, si è partecipato a vari corsi e seminari, si è
svolta costante formazione interna coadiuvata anche da esperti nei vari settori.
Educazione
Pensiamo che tutti educhino, ma che non tutti ne abbiano la consapevolezza.
L'Educazione è intesa come percorso reciproco nella costruzione del proprio individuo in prospettiva della propria liberazione.
Spesso, intervenire sul disagio infantile ed adolescenziale significa cambiare, modellare,
dare delle risposte troppo spesso standardizzate senza tenere conto che ognuno ha il suo
cammino di vita che non va assolutamente condizionato ma soltanto aiutato; i percorsi
debbono essere decisi insieme al soggetto rispettandone l'individualità.
Nostro compito è quello di favorire l'evoluzione della persona come liberazione del
proprio io e non come processo di asservimento agli schemi sociali: mettere cioè a
disposizione dell'altro e di noi stessi gli strumenti che ci permetteranno un giorno, se non
nell'immediato, la consapevolezza e la determinazione per essere in prima persona promotori di
cambiamenti individuali e sociali. L'educazione come liberazione e non come
percorso obbligato del comportamento conformato.
E' ovvio che tutto ciò non vuol dire trasgredire alle regole del vivere insieme, del
rispetto per sé stessi e per gli altri ma la proposta dell'armonizzazione tra crescita e
processi individuali e contesti collettivi.
L'adolescente non va catechizzato ma aiutato a ricercare la posizione a lui più
congeniale nel contesto sociale: troppo spesso regole educative e comportamentali rigide
creano situazioni conflittuali, di isolamento e di emarginazione.
Il Lavoro di Strada è concepito, in sostanza, come modo di essere e come processo metodologico di
autodeterminazione, di collettivizzazione educativa e di liberazione.
Obiettivi/Azioni
Gli obiettivi posti all'origine e quelli che si sono aggiunti in questi anni sono diversi:
- favorire le aggregazioni, le relazioni, lo sviluppo delle risorse e le alternative al disagio facilitando l'espressione delle proposte e delle
risorse presenti nel tessuto sociale del territorio
- prevenzione, assistenza e creazione di facilitazioni nei confronti dei gruppi e dei singoli bambini
ed adolescenti attraverso la proposta ed il coinvolgimento attivo, progettuale, protagonista
- creazione di iniziative ricreative, culturali e sportive di bassa
soglia e gratuite aperte ai differenti ceti e gruppi etnici
- l'incontro con nuovi soggetti non ancora contattati ed accompagnamento educativo dei ragazzi con cui
si è già instaurato il rapporto di fiducia reciproca.
- l'accompagnamento educativo verso le risorse in rete
- la creazione od all'approfondimento delle relazioni e quindi alla ricerca delle storie di vita
- il rilevamento di una mappatura vissuta e fine dei luoghi, dei gruppi e delle risorse umane solidali appartenenti alla comunità
- la ricerca, tramite l'azione partecipata degli stessi soggetti
sociali, dell'individuazione dei bisogni e dei canali di risoluzione (ricercAzione)
- la sensibilizzazione al coinvolgimento solidale ed attivo ed alle
connessioni dei gruppi e degli individui presenti
- lo sviluppo di competenze e la qualificazione all'interno del
progetto dei soggetti coinvolti
- sensibilizzazione del pubblico adulto verso i problemi giovanili
- la collaborazione con altri Enti Pubblici e Privati
- la mediazione sociale nei casi di acuta stigmatizzazione
- la provocazione nelle situazioni dominate dell'indifferenza sociale
- l'animazione di tipo creativo in luoghi socialmente depressi
- la generazione di significativi cambiamenti nel contesto culturale
- lo sviluppo del radicamento nel tessuto sociale al fine
dell'avviamento di processi di ereditarietà delle finalità e delle azioni del progetto.

Metodologia
Smontando il Lavoro di Strada nella sua complessità troviamo diversi livelli di azione, problematiche,
soluzioni e tempi spesso contrastanti: occorre perciò sviluppare soluzioni metodologiche duttili, elastiche, creative che rendano
possibili l'adeguamento alle situazioni incontrate.
La metodologia del progetto è stata definita sulla base delle esperienze vissute, verificata nei
risultati e nelle sconfitte ottenuti.
Le relazione con i ragazzi e con il diverso pubblico presente sono state avviate o sviluppate attraverso
la costante presenza degli operatori o tramite il sostegno delle persone amiche del progetto.
Le uscite in strada sono state continuative ed in diverse ore della giornata allo scopo di raggiungere
i differenti tipi di pubblico; anche il semplice recarsi a fare la spesa è stato finalizzato all'intervento:
la consapevolezza dell'essere parte attiva della comunità, delle ragioni e degli obiettivi, hanno caratterizzato la
vita di ogni militante del Circolo i Caruggi.
E' stato svolto lavoro di presenza costante nei luoghi spontanei di aggregazione degli adolescenti,
individuando insieme agli stessi alternative per il tempo libero o soluzioni a casi di disagio di singoli o di gruppi.
Il lavoro è stato eseguito nella direzione della totalità dei soggetti sociali presenti. Riepilogando si è intervenuti presso:
- i gruppi di pari nei luoghi di aggregazione naturale condividendo
con loro i percorsi del quotidiano secondo modalità di relazione di tipo informale e
proponendo disponibilità all'ascolto, attività e facilitazioni in percorsi ricreativi od
esistenziali
- la fascia giovanile al fine del coinvolgimento alla partecipazione attiva nelle iniziative, alla valorizzazione del tempo libero ed alla
responsabilizzazione
- la comunità adulta ai fini di attivare ed organizzare le risorse solidali nella prospettiva
del miglioramento della qualità della vita e dell'attenzione verso bambini ed adolescenti
- le sedi degli Enti Pubblici e Privati cercando la costruzione di percorsi di rete comuni
L'ordinamento delle fasi del progetto non può ritenersi preciso in quanto le modalità d'azione sono
più volte ripetute o mantenute costanti nelle diverse tappe. A grandi linee:
- analisi della situazione psico-sociale
- motivazione
- incontro ed avviamento delle relazioni teso alla disponibilità ed alla fiducia reciproca
- aggregazione
- ricerca e definizione partecipate delle problematiche e delle risorse
- conoscenza reciproca ed approfondimento delle storie di vita individuali, dei linguaggi e dei gruppi esistenti
- analisi dell'origine e dei sintomi delle situazioni di disagio e di conflitto
- promozione dei sensi e dei valori di comunità ed appartenenza
- individuazione dei possibili percorsi di risposta ai bisogni espressi
- creazione del progetto tramite la determinazione degli obiettivi,
delle modalità e dei compiti dei soggetti operanti
- attività di formazione, qualificazione e sviluppo di competenze
- reperimento risorse economiche
- programmazione ed avviamento delle attività
- azione capillare di sensibilizzazione circa il progetto presso il
tessuto sociale e presso le risorse in rete
- ricerca di collaborazione con le diverse agenzie educative
- focalizzazione degli amici e dei nemici del progetto
- conoscenza delle individualità carismatiche e solidali appartenenti al territorio
- valutazione costante
- intervento di stimolo e facilitazione alle connessioni tra individui e tra gruppi
- coinvolgimento delle risorse in esperienze operative
- ri-conoscimento reciproco in base al progetto
- radicamento degli obiettivi e delle finalità nel tessuto sociale
- decentramento dei compiti
- trasmissione ereditaria dell'intervento
La durata del progetto si basa principalmente sullo sviluppo delle relazioni e delle coscienze e sono
diversi i tempi determinanti nell'intervento:
- i tempi contingenti di situazioni di disagio individuale o di piccoli
gruppi a cui bisogna fornire risposte immediate
- i tempi di cambiamento della comunità che non possono essere
determinati a priori in quanto condizionati da moltissimi fattori non immediatamente
comprensibili o superabili
- i tempi di sensibilizzazione e di collaborazione con le Istituzioni Pubbliche e Private

con bambini ed adolescenti
In questi anni si sono verificati grandi cambiamenti nel tessuto sociale e nei percorsi delle storie
di vita e sono state diverse le situazioni e le modalità del lavoro con gli adolescenti.
Il lavoro di strada con i gruppi di pre-adolescenti ed adolescenti si pone come principale obiettivo il
protagonismo sociale degli stessi ragazzi.
Si è lavorato su tutto il centro storico con diversi gruppi informali sviluppando e avviando relazioni
e proponendo attività ed animazioni nei luoghi spontanei di aggregazione (bar, piazze, scalinate, etc).
La conoscenza e lo sviluppo della relazioni con i singoli ed i gruppi avviene gradualmente ed attraversa
diverse fasi sempre poche volte ipotizzabili; la necessità e l'ordine cronologico delle azioni sono strettamente
vincolate dalla caratteristica delle situazioni (sempre diverse) incontrate.
A livello di progetto, nella specificità dei gruppi giovanili, sono stati individuati i seguenti tempi e modalità di intervento:
- percorrenza e conoscenza dei luoghi, delle persone, dei linguaggi osservando e soprattutto tacendo
- presenza continuativa ai fini della visibilità e dello studio reciproci, l'atteggiamento è
disponibile e molto discreto
- provocazione dell'incontro con i singoli od i gruppi
- continuità della presenza e creazione di piccole iniziative ad hoc ai fini della conoscenza reciproca
- ricerca di una prima fiducia reciproca
- ricerca partecipata degli interessi ed aspettative
- creazione collettiva della proposta
- individuazione e decisione insieme ai bambini/e ed adolescenti
circa le modalità organizzative e le regole essenziali (queste ultime sempre misurate con
quelle proprie di cui il gruppo di pari, se già costituito, si è dotato)
- realizzazione delle attività decise
- sviluppo del senso di appartenenza alla comunità ed all'Associazione
- sviluppo del rapporto educativo ed affettivo
- continuità
- responsabilizzazione e decentramento dei compiti
Nel caso dei piccoli stranieri, oltre a sostegno educativo, culturale,
legale e sanitario, si è badato a favorire le relazioni in comunità ed all'inserimento
nei gruppi di attività e nelle squadre dell'Associazione.
I gruppi e le squadre del Circolo i Caruggi sono interamente costituiti da bambini/e e ragazzi/e italiani
e stranieri (naturalmente al 50%) al fine di assecondare lo sviluppo delle relazioni multi razziali in
comunità e fornendo un'occasione per l'assunzione di un comune senso di appartenenza tra ragazzi di
diverse provenienze etniche e sociali.
I ragazzi e le ragazze interessati dall'intervento in questi anni sono stati diverse centinaia in
diverse situazioni ed per differenti esigenze od attività. Sono numerosi quelli che grazie ai Caruggi
hanno potuto incontrare occasioni alternative ed instaurare relazioni che si sono rivelate nel tempo risorse.
con gli adulti
Presso il pubblico adulto del territorio l'intervento è volto al fine della sensibilizzazione circa il progetto, alla facilitazione
delle connessioni, ed al coinvolgimento attivo e solidale dei soggetti incontrati.
In questi anni sono state raggiunte migliaia di persone che hanno rappresentato la risorsa determinante per
lo di sviluppo delle iniziative. I primi anni, dal 1988 al 1995, il contributo di abitanti, commercianti ed artigiani della zona
rappresentò l'unica fonte di sostegno nelle attività.
E' necessario rendere il territorio amico del progetto, creare l'ambiente congeniale all'intervento,
costituire un retroterra (rete popolare) in grado di rispondere alle diverse esigenze, individuando gli Opinion Leaders,
ovvero le persone attive e carismatiche riconosciute dai diversi gruppi presenti, solidali con il Progetto.
Occorre forzare il senso comune distorto del territorio abbattendo le barriere dell'intolleranza e
dell'indifferenza, ri-suscitare il senso solidale di comunità, ricercare e proporre i valori comuni nella strada.
Sfidare l'indifferenza e l'intolleranza per preparare il terreno alla possibilità, per i più giovani, di essere riconosciuti
come parte politica nella comunità.
Le reti costruite, hanno rivelato diverse risorse ed opportunità e facilitato, più di una volta, soluzioni anche rapide
rispetto ai diversi casi ed alle diverse esigenze (lavoro, casa, cibo, abbigliamento, denaro, sanità, legale, gioco, scuola, etc.)
Nei casi che comprendevano una situazione di forte disagio o di stigmatizzazione si è intervenuti
presso i soggetti della comunità, coinvolti o presenti rispetto al caso, al fine di creare collaborazioni
e facilitazioni nei percorsi individuali o di gruppo.
Con parecchie famiglie il rapporto ha riguardato più di un figlio, alcune addirittura sono costituite
da ragazzi che svolgevano attività con l'Associazione, e quindi la relazione, oltre che informale, spesso è di amicizia.
Nello specifico si offre sostegno nei compiti educativi, nelle questioni burocratiche e legali, e qualche
volta, su richiesta delle stesse, attraverso opera di mediazione, nel rapporto con gli
Assistenti Sociali, con la scuola od altri Servizi.
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